“Cheratosi” è una delle parole più cercate in dermatologia e una delle più fraintese, perché descrive tre condizioni che non hanno quasi nulla in comune tranne il nome. La cheratosi pilare è innocua e cosmetica. La cheratosi seborroica è una crescita benigna della pelle che invecchia. La cheratosi attinica è una lesione precancerosa da sole che va vista da un medico. Confonderle porta a curare quella sbagliata, o a non far vedere quella giusta. Questa guida serve a distinguerle.
Le tre cheratosi in un colpo d’occhio
| Cheratosi pilare | Cheratosi seborroica | Cheratosi attinica | |
|---|---|---|---|
| Che cos’è | Tappi di cheratina nei follicoli | Crescita benigna dell’epidermide | Lesione precancerosa da raggi UV |
| Come appare | Piccoli bozzetti ruvidi, spesso rossi, a “pelle di pollo” | Placche rilevate, cerose, marroni o nere, come “appiccicate” | Chiazze ruvide, rosate o brune, che si sentono più di quanto si vedano |
| Dove | Braccia, cosce, glutei, a volte guance | Tronco, viso, cuoio capelluto | Viso, orecchie, dorso delle mani, cuoio capelluto calvo |
| Chi | Adolescenti e giovani adulti, spesso familiare | Oltre i 40-50 anni | Pelle chiara, dopo anni di sole |
| Rischio | Nessuno | Nessuno, ma va distinta dai nei | Può evolvere in carcinoma: va valutata |
| Chi la gestisce | Da soli, con una routine | Dermatologo, se dà fastidio o cambia | Dermatologo, sempre |
Cheratosi pilare: i bozzetti sulle braccia
È la più comune delle tre, presente in una percentuale altissima di adolescenti e in molti adulti. La cheratina forma un tappo nell’imboccatura del follicolo del pelo, e ogni tappo diventa un piccolo rilievo ruvido. Spesso intorno c’è un alone rosso, da cui i nomi popolari “pelle di pollo” e, sulle gambe, “gambe a fragola”.
È genetica, spesso associata a pelle secca e all’ittiosi volgare, peggiora d’inverno e tende a migliorare con l’età. Non si guarisce, ma si tiene sotto controllo bene.
Che cosa aiuta
- Esfoliazione chimica, non meccanica. Gli acidi (lattico, glicolico, salicilico) e l’urea sciolgono il tappo. Scrub, guanti ruvidi e spugne abrasive infiammano il follicolo e peggiorano il rossore.
- Idratazione subito dopo, sulla pelle ancora umida.
- Docce tiepide e brevi, detergenti senza sapone.
- Mai schiacciare. Il bozzetto è cheratina, non un brufolo: schiacciarlo lascia una macchia che dura mesi.
- Pazienza: mesi, non settimane, e una routine di mantenimento per sempre.
Ne parliamo in modo più completo nella pagina dedicata alla cheratosi pilare e alle gambe a fragola.
Cheratosi seborroica: le “verruche” dell’età
Placche rilevate, dal marrone chiaro al nero, con una superficie cerosa o squamosa, che sembrano appoggiate sulla pelle. Compaiono dopo i quarant’anni, aumentano con gli anni e in molte famiglie sono ereditarie. Non hanno nulla a che fare con il sebo, nonostante il nome, né con il sole.
Sono benigne e non richiedono alcun trattamento. Il dermatologo può rimuoverle con crioterapia, laser o piccola chirurgia se danno fastidio, si irritano con i vestiti o per motivi estetici. L’unico vero compito è distinguerle da un neo che cambia o da un melanoma, che a volte si somigliano: una lesione scura nuova, che cresce, che cambia colore o che sanguina va fatta vedere, sempre.
Nessuna crema, compresa la nostra, le rimuove: sono crescite di tessuto, non accumuli di cellule morte.
Cheratosi attinica: quella da far vedere
Chiazze ruvide, secche, rosate o brunastre, spesso più facili da sentire con il dito che da vedere, nelle zone che hanno preso più sole per decenni: viso, orecchie, dorso delle mani, avambracci, cuoio capelluto delle persone calve. Sono il segno di un danno da raggi UV accumulato e una piccola percentuale di esse, nel tempo, può evolvere in un carcinoma squamocellulare.
Per questo non rientrano in nessuna routine fai-da-te. Il dermatologo le valuta e le tratta con crioterapia, creme su prescrizione, terapia fotodinamica o rimozione, e da quel momento in poi la protezione solare quotidiana diventa non negoziabile.
Dove G16 è utile e dove no
G16 Skin Repair è pensata per la cheratosi pilare e per la pelle ruvida e ispessita da accumulo di cheratina: l’acido glicolico e l’acido lattico sciolgono i tappi nei follicoli, mentre aloe vera, glicerina e burro di karité idratano la pelle intorno, così i bozzetti si riducono senza l’irritazione degli scrub. Applicata due volte al giorno, la maggior parte delle persone nota braccia più lisce in poche settimane, e poi mantiene il risultato con applicazioni meno frequenti.
Sulla cheratosi seborroica non fa nulla, e sulla cheratosi attinica non va usata: quella è una lesione da far vedere, non da esfoliare. Se non sei sicuro di quale delle tre hai, la risposta è la stessa: falla vedere prima.
Quando rivolgersi al dermatologo
- Qualsiasi chiazza ruvida in una zona esposta al sole che non guarisce in un mese.
- Una lesione scura nuova, che cresce, cambia colore, ha bordi irregolari o sanguina.
- Bozzetti sulle braccia che diventano pustole, dolenti o infetti.
- Se hai la pelle chiara, molti anni di sole alle spalle e non hai mai fatto un controllo dei nei.
Domande frequenti
No, è genetica. Si tiene sotto controllo con una routine cheratolitica e idratante costante, e spesso migliora da sola con l’età. I bozzetti tornano se la routine si interrompe.
No. È una crescita benigna di tessuto, non un accumulo di cellule morte. Se dà fastidio, il dermatologo la rimuove in ambulatorio in pochi minuti.
Di solito è ruvida al tatto, persistente, in una zona che ha preso molto sole, e non guarisce. Il modo per saperlo è farla vedere: nessuna guida sostituisce quel controllo.
Sembrano aiutare per un giorno e poi peggiorano il rossore, perché infiammano il follicolo. L’esfoliazione chimica delicata e costante funziona meglio e senza irritare.
Il prodotto dietro questa guida
G16 Skin Repair è una lozione corpo all’acido glicolico e lattico per la pelle ispessita, squamosa e con accumulo di cellule morte.
200 ml. Prodotta nel Regno Unito. Garanzia soddisfatti o rimborsati 21 giorni.
La lozione per la cheratosi pilare
G16 Skin Repair Lotion è un prodotto cosmetico idratante. Prima del primo utilizzo fai una prova su una piccola area di pelle, evita il contatto con occhi e mucose e tieni il prodotto fuori dalla portata dei bambini. Se la pelle presenta ferite, sanguinamenti o infezioni, o se peggiora invece di migliorare, rivolgiti al medico o a un dermatologo.
